Finiture

La versione standard di Keope Statica è disponibile nelle seguenti varianti: rossa, bianca, arancio.

Astroceramica

I clienti più esigenti apprezzeranno il modello “Keope Statica Astroceramica”.

Keope Astroceramica è rivestita interamente di TiO2, quindi non teme la presenza di umidità, vapore o il contatto di creme per la pelle, che rovinerebbero facilmente la superficie di strutture in altri materiali.

Oltre a renderla estremamente resistente, questo trattamento le conferisce particolari capacità nei confronti degli inquinanti. Le sue proprietà vengono attivate dai raggi UV provenienti dalla luce del sole o delle lampade UV (neon). Questa condizione attiva il rivestimento fotosensibile sulla superficie esposta, innescando una reazione catalitica di demolizione (ossidazione) delle sostanze volatili inquinanti a contatto diretto con Keope Astroceramica.

Il rivestimento in Astroceramica (TiO2) trattato in PVD attiva, in presenza di raggi UV, svariate proprietà:
– antivirale ed antibatterica
– antimuffa ed antialga
– atossica e biocompatibile
– elevata durezza intrinseca
– contribuisce ad eliminare gli odori e gli elementi organici
– antiappannante
– non subisce alterazioni del colore per tempi illimitati
– garantisce un’eccezionale resistenza all’azione corrosiva dei prodotti chimici di uso domestico ed è inattaccabile da agenti cosmetici.

L’azione di Keope Astroceramica è graduale, continua ed illimitata in quanto i suoi composti, agendo da catalizzatori, non si consumano nel tempo. Keope Astroceramica ha il colore dell’iride solare e varia a seconda del grado di esposizione alla luce. L’intensità e la lucentezza del suo colore sono garantite a tempo illimitato. La struttura è particolarmente adatta per centri benessere, SPA, palestre e giardini di ville private e a tutti quei luoghi dove un normale materiale si rovinerebbe facilmente.

Le caratteristiche dellAstroceramica sono testate e certificate da svariate università e Centri di Ricerca tra cui il Dipartimento di Fotochimica dell’Università di Bologna, il Laboratorio di Biomateriali dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze.